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mercoledì 18 gennaio 2012

SICURAUTO.IT celebra i "risultati" di Rednoze con le (sue) statistiche del finto farmaco antialcol. E sulla segnalazione all'Antitrust insinua che l'ASAPS abbia strillato senza denunciare all'AGCM. Errore dei soliti burloni sbugiardati!! Noi la segnalazione l'abbiamo fatta eccome! Ecco la prova



(ASAPS) La redazione di Sicurauto.it ha voluto celebrare i "Grandissimi" risultati informativi  ottenuti con la finta campagna del Rednoze.
Leggere per credere:
http://www.sicurauto.it/news/rednoze-le-statistiche-del-finto-farmaco-antialcol.html
E fino qui, contenti loro...

Però Sicurauto fa di più. Non ha digerito che alcune associazioni non abbiamo condiviso questa burlesca operazione come l'AIFVS (Associzione Familiari e Vittime della strada) e  in particolare l'ASAPS che aveva affermato di avere segnalato all'AGCM (Autorita Garante della Concorrenza e del Mercato) l'originale campagna.
http://www.asaps.it/nuovo/show_articolo.php?id0=0&id1=97&id2=&id3=&id4=&prodotti_id=35428
Rivelatasi poi una strana burla:
http://www.asaps.it/35450-Rednoze__Solo_una_bufala,_di_pessimo_gusto_organizzata_%E2%80%9Ccontro_l%E2%80%99abuso_di_alcol_e_per_la_sicurezza_stradale%E2%80%9D._Su_un_argomento_per_il_quale_c%E2%80%99%C3%A8_poco_da_scherzareCom...html
Oggi Sicurauto.it va all'attacco e ci accusa di aver abbaiato senza mordere. Parla di vendetta per non essere stati coinvolti nell'iniziativa. Ecco qui di seguito il passaggio che ci chiama pesantemnte  in causa:
Lo stesso, in un suo comunicato, ha dichiarato di aver fatto l'ASAPS, l'Associazione Amici e Sostenitori della Polizia Stradale. Tuttavia, una telefonata all'ufficio stampa del Garante ci ha consentito di accertare che fino a oggi (17 gennaio) nessuna segnalazione riguardante il Rednoze risulta essere stata inoltrata a quella autorità. Insomma, siamo in presenza di atteggiamenti minacciosi verso un'iniziativa anticonvenzionale, ma contro la quale non sembrano poi essere seguiti atti concreti, nonostante fossero state proclamate con forza azioni diverse. Proprio questo, e anche i violenti attacchi contro un'iniziativa che aveva comunque finalità positive, ci fa sospettare che qualcuna tra le organizzazioni che l'hanno criticata forse l'abbia fatto solo per vendicarsi di non essere stata coinvolta nel progetto. Come se la battaglia per la sicurezza stradale fosse una prerogativa di pochi eletti.

Premesso che ASAPS non ha certo bisogno di essere coinvolta in iniziative del genere e che non avrebbe sicuramente accettato di essere coinvolta se fosse stata interpellata, ci piace precisare che ci occupiamo seriamente di sicurezza stradale da oltre 20 anni e non crediamo di avere bisogno delle certificazioni del portale Sicurauto.it, complice nell'originale progetto del Mo.D.A.V.I: con una sconosciuta Unione Vittime della strada (che nulla ha a che vedere con l'A.I.F.V.S. - Associazione Italiana Familiari e vittime della strada, quella vera!).

E comunque sbugiardiamo subito con i fatti la redazione di Sicurauto.it  esibendo la copia della ricevuta della nostra segnalazione all'AGCM inoltrata fin dal 20 dicembre 2011alle ore 11,14 e registrata dall'AGCM col numero W00013152 come da ricevuta che alleghiamo.
Non sappiamo con chi abbiano parlato i solerti redattori di Sicurauto.it, ma -  come dire - carta canta!!
Forse quelli di Sicurauto sono abituati alle "burle", ma questa volta il gioco non gli è riuscito!
Noi intanto abbiamo accertato direttamente  alla fonte che l'AGCM  ha ricevuto regolarmente la nostra segnalazione e che la stessa è all'esame della direzione competente. Rimaniamo in attesa di ricevere gli esiti.
Che poi la questione si chiuda per mancanza dell'esistenza del prodotto Rednoze è un altro discorso.
E ora torniamo a lavorare con serietà con quelli che su strada ci stanno veramente, ma con gli etilometri e i narcotest, quelli veri  e le cronache di questi giorni lo richiedono. I giochini col Rednoze li lasciamo a Sicurauto.it
(ASAPS)

Scarica la ricevuta della segnalazione dell'ASAPS all'AGCM.

lunedì 16 gennaio 2012

Lettera a Niccolò. Ci sono novità, lo hanno preso! Ma tu lo sai già e a te forse ormai interessa poco

Niccolò Savarino

Caro Niccolò,
mi permetto di scriverti anche se non ci conoscevamo di persona, io mi occupo di sicurezza stradale da tanti anni e come te ho portato una divisa. Quello che ti è successo è anche un po’ la certificazione di un mio fallimento, perché le cose non possono andare nel modo in cui sono andate con te!
Noi, io e i tuoi colleghi, oggi però siamo onestamente un po’ consolati perché – ma tu certamente lo sai già  – quel delinquente criminale che ti ha infilato col suo SUV “prestanomeintestato” (è una moda molto in vigore in Italia quella di usare macchine potenti intestate a teste di legno italiane) è stato catturato in Ungheria in una operazione congiunta della Polizia Locale di Milano con la Squadra Mobile della Questura della tua stessa città. Un bel colpo, finalmente un po’ di sana sinergia e il canestro da tre è stato fatto!
A proposito Niccolò quel vigliacco sembra si chiami Goico Javanovic, nato nel 1987, dico sembra perché il tipo, noto truffatore, ha usato spesso altri nomi come Nicolic Goico, Jovanovic Davide e, per due volte, si è anche fatto passare per minorenne, sostenendo di essere nato nel 1994 e nel 1995.
Certo sapere che a farti tutto questo male è stato un tipo del genere carico di precedenti da far paura,
non consola per niente. Tu per altro non potresti averlo comunque saputo subito perché alle Polizie Locali è impedito l’accesso diretto alle banche dati, ma non l’accesso nel posto dove ora ti trovi…
Pensa come si sarà spaventato quel tipo vedendoti mentre tu ti paravi davanti utilizzando quella sorta di arma non convenzionale a due ruote che qua chiamiamo bicicletta, si è talmente emozionato che anziché spingere il freno, lui ha accelerato e ti ha calpestato come uno straccio.
Ecco Niccolò siamo sicuri che anche tu ti starai domandando, come noi: come è possibile che un 24enne slavo pluripregiudicato fosse in Italia alla guida di un SUV che costa come una vita di tuoi stipendi e potesse scorrazzare tranquillo per Milano.
Insieme a questa siamo sicuri che ora anche tu come noi ti poni alcune altre domande: quando ce lo rimanderanno ammanettato in Italia quel criminale? E quanto ci metteremo a processarlo e che condanna gli verrà inflitta?? Ma soprattutto quanto rimarrà in galera??
Lo so non possiamo istigarti a dire male parole proprio ora. Ci fermiamo qui caro Niccolò con la consolazione che i tuoi colleghi e quelli della Mobile sono stati in gamba. Ma questo lo sapevamo. E’ il contorno di norme, regole, ordinanze e circolari che non funziona.
Sappi però che tu col tuo gesto eroico (solo un eroe si para davanti a un SUV in fuga di sera a Milano!) sei diventato un simbolo un vessillo per tanti tuoi colleghi.
Ci dicono che fossi molto modesto e sempre defilato. Ora non puoi più esserlo. Ora sei un simbolo
e i tuoi colleghi e i cittadini devono solo dirti grazie e non dimenticarti.

Giordano Biserni
Presidente ASAPS



Il ricordo di Niccolo Savarino sia un momento di riflessione sui ruoli delle forze di polizia
Solidarietà al Collega della Polizia Locale  barbaramente ucciso e alla categoria

Una nota di Giovanni Fontana


Carissimo Presidente,

Ti scrivo come tale, perché non Ti scrive soltanto l’amico ma, soprattutto, il Collega.
Tu hai vissuto il servizio in anni dove il terrorismo era il nemico da combattere: oggi, spesso, il nemico da combattere è l’indifferenza; quel senso di solitudine e di bieco individualismo che porta la gente – quella comune, non quella che fa della propria assurda idea un motivo per combattere – ad assumere comportamenti sociali, che neppure un animale porrebbe in essere, in preda al suo istinto bestiale.

Tra poco si avvicina la festa del nostro Santo Patrono, San Sebastiano (20 gennaio p.v.) e nell’avvicinarsi ci stiamo predisponendo a celebrare una festa che, purtroppo, sarà macchiata dal sangue – lontano, ma vicino – di Niccolò Savarino (di anni 42, un’età così vicina a quella media degli appartenenti alle forze di polizia, sempre più “vecchie” e sempre più sole). Lo stiamo facendo rievocando vecchi ricordi e, tra questi, rivisitando alcune foto degli anni sessanta, dove figurano due motociclisti impegnati nel servizio h24: non sono due vigili urbani, ma sono un motociclista della polizia municipale ed un motociclista della polizia di Stato.
Se non fosse che esiste ancora una memoria storica, questi due uomini sembrerebbero appartenere ad un’unica forza di polizia.
Allora, come ora, controllavano il territorio con analoghe responsabilità ed analoghi rischi.
Allora, come ora, quello che differenziava i due uomini non erano tanto le uniformi, i mezzi o i servizi garantiti sul territorio; quanto, piuttosto, il fatto che uno era una guardia del Comune e l’altro una guardia di P.S. Dunque, rischi molto simili, ma contratti di lavoro ed aspettative, molto diverse.

Questa mattina qualcuno ha detto: “Chi ce lo fa fare… da domani si dovrebbe venire vestiti in borghese, con una fascia al braccio, a fare gli ausiliari”.
Sì, perché il criminale che ieri ha ucciso Nicola, non si è posto il problema di quanto potesse essere diverso uccidere un poliziotto dello Stato, piuttosto che un poliziotto del Comune: ha deciso di uccidere un uomo in divisa.
Il nostro Governo – ma non solo quello attuale, anche i precedenti, vergati da colori diversi, dal rosso al nero, tutti così simili nel prometterci gradi prospettive – ci ha percepiti, diversi, tanto da toglierci anche la c.d. “causa di servizio”, riconosciuta alle forze di polizia (inevitabilmente, per quanto sia già difficile da accettare questa differenziazione con l’Arma dei Carabinieri, piuttosto che la polizia di Stato o penitenziaria e la Guardia di Finanza; beh, ancora più diverso è capire quale differenza sostanziale possa esistere tra noi ed un Collega del Corpo Forestale dello Stato! Ovviamente non gioco al ribasso, perché tutti indossiamo un’uniforme: tutti, appunto, compreso noi della Polizia Municipale). Gli altri Governi non ci hanno riconosciuto l’indennità di P.S., se non in una misura diversa da quella delle altre forze di polizia; ci hanno privatizzato, così che una guardia del comune (perché non solo nel vigente c.p.p. ma anche in tanti comunelli d’Italia, questo è l’unico agente che presidia il territorio) che lotta per fare il proprio dovere, può rischiare di essere spostato a fare dell’altro o un Comandante può essere defenestrato, perché troppo attendo alle regole scritte nei codici, piuttosto che nelle consuetudini locali; non ci hanno riconosciuto la possibilità di accedere al CED del Mininterno, così da poter capire con chi abbiamo a che fare, durante un controllo…

Come Ti dicevo, si avvicina la nostra festa. Una festa relativamente alla quale un amministrativo del comune ci ha detto: “Voi avete anche la festa del patrono, noi no”… beh, questa mattina, assieme all’invito, vorrei allegargli anche le pagine che raccontano l’epilogo del Collega siciliano che è venuto a morire in Lombardia, facendo l’ausiliario del comune. Perché quella dignità professionale che passa anche per l’assegnazione di mezzi adeguati ai rischi che si corrono, non gli è stata riconosciuta, tanto da essere stato travolto con la sua “bicicletta d’ordinanza”.

Carissimo Presidente, credo di interpretare lo stato d’animo di tanti Colleghi della P.M. – ma sono sicuro, anche di molti altri delle c.d. forze di polizia – d’Italia e quindi Ti dico che anche io da domani vorrei indossare un abito civile ed una fascia colorata, in ragione del colore delle amministrazioni che condizionano le nostre scelte di controllo del territorio. Magari per evitare che la gente ci dica: “Invece di fare multe per una cintura di sicurezza, andate ad arrestare i ladri”. Oggi potrei dirgli che facciamo anche quello, ma forse non sarei creduto perché nell’immaginario collettivo non c’è la polizia municipale, ma solo i vigili urbani, se non le guardie dei comuni ed il loro compito è solo quello di spillare quattrini agli automobilisti.

Ma oggi e domani, tutti noi continueremo a fare il nostro mestiere, perché è il senso dello Stato e non l’idea del Comune, che ci porta ad andare avanti. E lo faremo anche nel ricordo di un’altra vittima del dovere; morto per causa di servizio, anche se incapace di poter dimostrare dinanzi ad un Giudice, perché così è stabilito dalle leggi di questo Paese.

Estendo questo mio sfogo al Presidente dell’ANVU Luciano Mattarelli, in ragione di una sua particolare sensibilità verso la categoria ma, in questo caso, nel mio ruolo di referente locale di Codesta Associazione che, nonostante sia nata per la specialità polizia stradale della polizia di Stato, è tra le più attente alle problematiche di tutte le donne e gli uomini che con giubbe diverse, si preoccupano di tutelare la sicurezza della circolazione stradale.
 
Giovanni Fontana
Referente ASAPS
e Funzionario di Polizia Locale
nel Comune di forte dei Marmi




Vigile ucciso, un arresto in Ungheria
E' un venticinquenne nato in Germania
E' accusato dell'omicidio del 42enne vigile urbano Nicolò Savarino
Fermato in un paese al confine con la Serbia, stava per scappare
 
MILANO - È stato fermato in Ungheria nelle scorse ore uno dei due slavi sospettati di essere gli autori dell'omicidio di Nicolò Savarino, il vigile travolto e ucciso a Milano. Si chiama Goico Jovanovic, del 1987, nato in Germania, di origine slava. Ha numerosi precedenti in Italia per reati contro il patrimonio e ufficialmente risulta residente a Busto Arsizio. Il fermo è stato eseguito in un paesino al confine tra Ungheria e Serbia dove lo slavo si era recato riuscendo ad eludere le prime ricerche. Il fermato sarebbe la persona che si trovava alla guida del Suv che ha travolto Savarino. E' accusato di omicidio e resistenza a pubblico ufficiale. Secondo la polizia al momento non c'è un secondo ricercato.

MOLTE IDENTITA' - L'uomo fermato dalla polizia in Ungheria risulta essere un personaggio dall'ampio curriculum criminale. Al suo attivo vi sarebbero anche altri reati e svariate identità false. Aveva grosse disponibilità di denaro e, secondo gli inquirenti, avrebbe avuto intenzione di scappare in Sud America.
 

da corriere.it
 
 
 

venerdì 13 gennaio 2012

Omicidio dell’agente della Polizia Locale di Milano Ultima pagina di una trama che racconta la violenza stradale anche contro le forze di polizia

Dilagano le aggressioni fisiche alle divise: 2.230 nel 2011 (+7%). In 496 casi (22%) usata un’arma impropria o il veicolo stesso.
Sono state 852 le  piraterie con 127 persone uccise e 995 ferite.
Sempre più impegnativo il ruolo dei Vigili , ma non equiparato alle altre forze di polizia



 Il luogo dove è avvenuto il tragico investimento
dell'agente Niccolò Savarino (Foto ANSA)



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Il drammatico omicidio del Vigile  Nicolò Savarino è il prevedibile epilogo della violenza stradale che ormai ha scelto la strada per le sue peggiori rappresentazioni.
Ora è facile dire: ce l'aspettavamo. Ma è così. La violenza stradale sta assumendo toni di gravità estrema. Piraterie e aggressioni alle divise sono all'ordine del giorno in un crescendo incontenibile e circondato dalla pressoché generalizzata indifferenza.
Se la civiltà di un popolo si misura dal comportamento della gente sulle strade e al rispetto verso le divise, allora qui siamo ormai tornati alle caverne. Qualcuno deve farsene carico!
L’inaudito e gravissimo episodio di Milano non può sorprendere chi osserva da vicino i fenomeni di violenza stradale e di aggressione. Nell’appena archiviato 2011 l’Osservatorio “Sbrirri Pikkiati” del Centauro – ASAPS ha registrato 2.230 casi di aggressione fisica  ad operatori di polizia che operano su strada. Come dire che ogni 4 ore nel nostro Paese viene stilato un referto medico per lesioni fisiche subite da un carabiniere, un poliziotto, un vigile. In 496 casi (22%)  per aggredire l’agente sono state usate armi proprie o improprie (in molti casi la stessa vettura per travolgere il poliziotto). Il 52,6% delle aggressioni hanno riguardato appartenenti all’Arma dei Carabinieri, il 35,8% la Polizia di Stato, il 10,4% la Polizia Locale, il 5,7% altri corpi. In 757 casi (34%) l’aggressore  era ubriaco o drogato. Nel 2010 le aggressioni erano state 2.079, l’incremento è quindi del 7%
Non meno preoccupanti i dati della pirateria stradale, cioè la fuga dopo aver provocato un incidente.


L’Osservatorio il Centauro – Asaps nel 2011 ne ha registrati 852  nei quali sono state ammazzate 127 persone e 995 sono rimaste ferite seriamente. Nel 35% degli episodi mortali il pirata era ubriaco.
Ora qualcuno dovrà spiegare come mai gli agenti della Polizia Locale sempre più impegnati  sul fronte rischioso del controllo del territorio, non debbano avere la possibilità di accedere direttamente alla banca dati del crimine, o non debbano godere dei diritti delle altre forze di polizia in materia di tutele da causa di servizio.
Il silenzioso e generoso lavoro dei Ghisa milanesi oggi piange il suo caduto, anzi il suo eroe, perché per affrontare la strada in una sera d’inverno in bicicletta in un mare di squali neri comunemente chiamati SUV, bisogna essere davvero eroi!
Alla famiglia dell'agente e ai colleghi della Polizia Locale di Milano la solidarietà dell'ASAPS.

 

Forlì 13.1.2012


Giordano Biserni
Presidente ASAPS



mercoledì 11 gennaio 2012

Nel 2011 sulle strade ancora troppe le vittime fra i bambini

Secondo l’Osservatorio il Centauro – ASAPS hanno perso la vita  65 bambini  da 0 a 13 anni (38 femmine e 27 maschi) e 625 sono rimasti feriti  in 541 incidenti significativi
Ben 45 bambini  erano trasportati (69%), 5 i ciclisti e 14 erano a piedi
Fino a 5 anni la fascia più a rischio con 36 vittime
Nei centri abitati il maggior numero di incidenti e di decessi dei piccoli.
Il 25% dei bambini sono di origine straniera




Il tragico e assurdo  incidente a Revine Lago di Treviso nel quale ha perso la vita un bambino di 10 anni ripropone  l’aspetto crudele di questo versante della sinistrosità stradale.
Nel 2011 il più sconfortante degli Osservatori dell’Asaps, quello che raccoglie i dati delle giovani vittime della strada nella fascia cha va da 0 a 13 anni ha registrato 541 incidenti gravi nei quali hanno perso la vita 65 bambini (16 quelli di origine straniera, cioè il 25%) e 625 sono rimasti feriti. Dei 65 bambini deceduti 38 erano femmine e 27 i maschi.
Le vittime sotto i 13 anni registrate dall’ASAPS nel 2010 erano state 59, l’incremento è quindi del 10%.
L’Osservatorio il Centauro-Asaps non ha la pretesa di avere raccolto tutti gli eventi, ma certamente i più gravi attraverso le notizie delle agenzie di stampa e quelle raccolte dai propri 600 referenti sparsi sul territorio nazionale e comunicate alla sede di Forlì. Ricordiamo anche che l’Osservatorio raccoglie solo i dati della fascia d’età che va da 0 a 13 anni.
Delle 65 giovanissime vittime ben 45, pari al 69%, erano trasportate a bordo dei veicoli  e questo aspetto ripropone drammaticamente il tema del fissaggio dei nostri piccoli sui seggiolini. Non si conosce il dato di quante fra queste 45 vittime fossero regolarmente allacciate, anche  se si  può ritenere che una percentuale significativa non fosse trasportata a norma. In particolare nei casi di espulsione dall’abitacolo del mezzo dopo lo schianto.
5 bambini sono stati travolti con la loro bicicletta. 14 erano a piedi per strada. In un caso il bambino era su un ciclomotore.
Un altro aspetto sul quale l’Asaps richiama sempre la sua attenzione è la tipologia stradale dove sono avvenuti gli incidenti. Sono le strade delle aree urbane quelle più a rischio. Ben 336 dei 541 incidenti, (62%) sono avvenuti nei centri abitati. E non si pensi che si tratti di quelli meno gravi. Infatti nei centri abitati si sono contati fra i piccini 27 morti (41%) e 364 feriti (67%).
Sulle strade statali e provinciali gli incidenti sono stati 128 (23,6%) e hanno causato 20 morti (31%) e 162 feriti (26%). In 36 episodi non è stata indicata la tipologia della strada.
Appena 41 gli episodi sulla rete autostradale che hanno causato però 13 decessi (20%) mentre  49 bambini hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari (7,8%).
Fra le più giovani vittime della strada il maggior numero si conta fra i piccolissimi. Infatti nella fascia d’età cha va da 0 a 5 anni l’Osservatorio ha registrato 36 decessi (55%), 17 i lenzuoli bianchi (26%) nella fascia che va da 6 a 10 anni,  11 in quella da 11 a 13 anni (17%). Per una vittima non è stato possibile fissare l’età.
In 12 incidenti il conducente del veicolo coinvolto è risultato ubriaco o drogato. Sono stati invece 38 gli incidenti causati da pirati della strada.
Le regioni che segnano il più elevato numero di  incidenti con  bambini sono la Lombardia con 109, segue l’Emilia Romagna con 70 e il Veneto con 55.

Invece le regioni che contano il più elevato numero di decessi per incidenti ai più piccoli sono la Lombardia e la Sicilia  con 11 vittime (in Sicilia 3 incidenti con 2 bambini morti ognuno) il Veneto con 7,  il Lazio con 6 e infine   la Campania  con 5 e la Calabria  con 4.

L’ASAPS insiste nel ricordare che ogni volta che un bambino perde la vita sulla strada, a parte eventi assurdi e particolari come quello di Treviso, la responsabilità è sempre di un adulto che non ha rispettato le regole (velocità, alcol, uso seggiolini) o di un adulto che non lo ha vigilato.
 

Forlì, lì 11 gennaio 2012
 


Giordano Biserni
Presidente Asaps







giovedì 22 dicembre 2011

Rednoze? Solo una bufala, di pessimo gusto organizzata “contro l’abuso di alcol e per la sicurezza stradale”. Su un argomento per il quale c’è poco da scherzare



Avevamo avuto il sospetto che sotto la sigla Rednoze,  che lanciava questo fantomatico nebulizzante anti etilometro, ci potesse essere qualcosa di strano, per questo avevamo scritto nelle ultime righe del nostro comunicato: Magari si tratta di uno scherzo. Forse fuori luogo, ma sarebbe meglio.
Sì siamo convinti che sia meglio, ma non che sia stata una buona idea visto che la nota degli organizzatori della burla dice:
Rednoze è una campagna di guerriglia marketing contro l’abuso di alcol e per la sicurezza stradale promossa dal Mo.D.A.V.I. - Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano - Onlus con la complicità de l’Unione Vittime della Strada e del sito Sicurauto.it.
Questa una campagna contro l’alcol? L’idea ci sembra semplicemente inopportuna, fuori luogo e controproducente.
Inopportuna perché in un paese che conta ancora 4.090 vittime l’anno, di cui 1.416 sotto i 34 anni, non ci sembra proprio il caso  di dover scherzare, inopportuna anche per il fatto  che è stata lanciata proprio in concomitanza con la campagna “Brindo con prudenza” annuale appuntamento di controlli mirati contro l’abuso di alcol, seriamente  organizzato dalla Polizia Stradale con la Fondazione Ania.
Fuori luogo perché non siamo né a carnevale e non è il  primo di aprile.
Controproducente perché può istigare all’abuso sapendo che in giro si può trovare comunque, da qualche parte, l’antidoto all’etilometro.
Non conosciamo la qualificazione dei “complici”della Mo.D.A,V.I   a cominciare dalla sconusciutissima  Unione Vittime della Strada. A questo proposito saremmo curiosi di sapere cosa pensa invece l’Associazione Familiari e Vittime della Strada, questa sì impegnata seriamente da anni  in prima linea come l’ASAPS per la sicurezza stradale.
Noi conosciamo esattamente i dati positivi conseguiti dopo la campagna “Brindo con prudenza” con il conteggio del numero delle vittime nettamente inferiore agli anni precedenti nelle aree dove è stata attivata nelle notti a rischio a cavallo delle festività.
Se per incidere sull’abuso degli alcolici è sufficiente una iniziativa come Rednoze e la compilazione di un questionario da parte dei possibili clienti, allora noi in 20 anni di impegno per la sicurezza stradale non abbiamo capito proprio niente. Il problema è molto più semplice di quello che pensavamo!
Crediamo però che lo scherzetto, per le dinamiche che ha prodotto, con l’attivazione dell’AGCM e dei ministeri dell’Interno e della Salute da parte del Dipartimento Politiche Antidroga che aveva raccolto il nostro allarme,  possa anche non concludersi con il solo disvelare  della burla. Ma era veramente una burla fin dall’inizio o lo è diventata dopo le reazioni delle associazioni e degli organi istituzionali…??
Ora gli organizzatori del Naso Rosso  dovranno avere anche  la benevolenza di dirci quali risultati hanno ottenuto (oltre alla loro autopromozione) distinti per orari e aree territoriali.
Intanto che fanno i conti noi torniamo ad impegnarci a fianco di chi lavora seriamente per la sicurezza stradale.

Giordano Biserni
Presidente Asaps


 


Spray anti alcol test?
Una bufala finita male

Si trattava solo di guerriglia marketing ma con la sicurezza stradale non si scherza, in un Paese dove muore una persona ogni due ore. Adesso la questione finisce in tribunale visto che Il Dipartimento Politiche Antidroga ha segnalato il caso ai Ministeri della Salute e dell'Interno attraverso il Sistema Nazionale di Allerta Precoce del DPA

di Vincenzo Borgomeo



Sono giorni che in rete impazza polemica sulla commercializzazione di un fantomatico spay che farebbe impazzire gli alcoltest. L'idea è della Rednoze ma ora si scopre che si tratterebbe di una campagna contro l'abuso di alcol e per la sicurezza stradale.

Adesso infatti non si parla più di commercializzazione dello spray ma di un'idea di guerriglia marketing, però la macchina a tutela della sicurezza stradale è partita e a quanto abbiamo capito il fatto che si tratti di uno scherzo alla Rednoze dovranno andarlo a spiegare ai giudici. Il Rednoze è infatti ora nel mirino del Dipartimento Politiche Antidroga che ha segnalato il grave caso ai Ministeri della Salute e dell'Interno per un possibile aumento del rischio per la salute pubblica correlato alla commercializzazione del prodotto e all'aumentata possibilità per i conducenti di restare coinvolti in incidenti stradali attraverso il Sistema Nazionale di Allerta Precoce del DPA.

Sul tema della sicurezza stradale insomma non si scherza, soprattutto in un Paese dove muore una persona ogni due ore. Così contro questa iniziativa sono subito scese in campo le principali associazioni che si occupano di sicurezza stradale, l'Asaps e l'Associazione Vittime della Strada, che ora non ci stanno a bollare il tutto come uno scherzo.

E se il Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri e diretto da Giovanni Serpelloni, come dicevamo ha ritenuto opportuno informare il Ministero della
Salute e il Ministero dell'Interno su un possibile rischio per la salute pubblica correlato a questa vicenda, l'Asaps è andata ben oltre, facendo fuoco e fiamme. Avevamo avuto il sospetto che sotto la sigla Rednoze,  che lanciava questo fantomatico nebulizzante anti etilometro, ci potesse essere qualcosa di strano, per questo avevamo scritto nelle ultime righe del nostro comunicato: Magari si tratta di uno scherzo. Forse fuori luogo, ma sarebbe meglio - ci ha spiegato il presidente Giordano Biserni - ora siamo convinti che sia meglio che si tratti di una bufala, ma non che sia stata una buona idea visto che la nota degli organizzatori della burla dice:
Rednoze è una campagna di guerriglia marketing contro l'abuso di alcol e per la sicurezza stradale promossa dal Mo. D. A. V. I. - Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano - Onlus con la complicità de l'Unione Vittime della Strada e del sito Sicurauto. it.
Questa una campagna contro l'alcol? L'idea ci sembra semplicemente inopportuna, fuori luogo e controproducente - spiega l'Asaps - inopportuna perché in un paese che conta ancora 4.090 vittime l'anno, di cui 1.416 sotto i 34 anni, non ci sembra proprio il caso  di dover scherzare, inopportuna anche per il fatto  che è stata lanciata proprio in concomitanza con la campagna Brindo con prudenza annuale appuntamento di controlli mirati contro l'abuso di alcol, seriamente  organizzato dalla Polizia Stradale con la Fondazione Ania.
Fuori luogo perché non siamo né a carnevale e non è il  primo di aprile.
Controproducente perché può istigare all'abuso sapendo che in giro si può trovare comunque, da qualche parte, l'antidoto all'etilometro.
Non conosciamo la qualificazione dei complicidella Mo. D. A, V. I   a cominciare dalla sconusciutissima  Unione Vittime della Strada. Noi conosciamo esattamente - ha concluso Biserni - i dati positivi conseguiti dopo la campagna Brindo con prudenza con il conteggio del numero delle vittime nettamente inferiore agli anni precedenti nelle aree dove è stata attivata nelle notti a rischio a cavallo delle festività.
Se per incidere sull'abuso degli alcolici è sufficiente una iniziativa come Rednoze e la compilazione di un questionario da parte dei possibili clienti, allora noi in 20 anni di impegno per la sicurezza stradale non abbiamo capito proprio niente.

Ma torniamo alla campagna-burla. Qual è stata la strategia della Rednoze? Ci sono state migliaia di persone - spiegano gli ideatori della campagna - che hanno già ordinato il prodotto e compilato un questionario sul consumo di alcolici e che aspettano solo che il Rednoze sia disponibile all'acquisto. A tutti loro e a chi da oggi prova a ordinare il medicinale viene svelata la vera natura dell'operazione. Ossia che si tratta di una campagna di guerriglia marketing contro l'abuso di alcol e per la sicurezza stradale. E che non esistono scorciatoie, nessun farmaco miracoloso in grado di proteggere la privacy di chi è in stato di ebbrezza, l'unico modo per eludere i test alcolemici è rimanere sobri.

L'idea, e la sua realizzazione, è della Kook Artgency che fra l'altro attraverso gli oltre 1200 questionari preliminari all'ordine del prodotto, ha raccolto alcuni dati. Il 91% degli interessati a Rednoze - spiegano alla Kook - è di sesso maschile e il 67% dichiara di non essere stato sottoposto negli ultimi tre mesi a nessun alcol test. Il 33% consuma più spesso alcoli tra le mura domestiche mentre il restante predilige locali o discoteche. Il dato curioso è che oltre il 50% sostiene di voler acquistare il Rednoze per fare un regalo.

E' vero che abbiamo creato allarmismo - spiega Andrea Natella, drettore creativo Kook Artgency - ma attraverso questa operazione abbiamo parlato direttamente proprio a quei ragazzi più rischio, quelli che cercano scorciatoie di questo tipo.

Natella ha ragione, questo è un popolo difficile da intercettare, ma basteranno queste statistiche a convincere il Dipartimento Politiche Antidroga e gli ispettori del Ministeri della Salute e dell'Interno che si è trattato di uno scherzo a fin di bene? Vedremo, ma dalle prime reazioni alla notizia del fatto che si è trattato di guerriglia marketing a occhio sembra proprio di no. Si, sa per alcuni reati, dire stavo scherzando dopo aver commesso il fatto non basta di certo.
 
da Repubblica/motori




mercoledì 14 dicembre 2011

Liberato il 15enne sequestrato; arrestato il rapitore, e' un poliziotto. Certe notizie fanno molto male!



(ASAPS) Certe notizie non vorremmo mai leggerle, ma ci sono. Certe notizie pongono molti interrogativi su come funziona quello che una volta si diceva  "governo del personale". Certe notizie dimostrano come il gioco alle slot machine e similia diventi spesso una tragedia ed è alimentato dallo Stato!  Certe notizie umiliano tutti gli altri poliziotti che fanno il loro dovere e faticano come pazzi per fare quadrare i bilanci e arrivare a fine mese senza fare mancare niente (di indispensabile) alla loro famiglia, ai loro bambini.
Certe notizie ci fanno vermanete male alla gente pulita! (ASAPS)



Roma, liberato 15enne sequestrato: arrestato il rapitore, è un poliziotto
Blitz dei carabinieri: il ragazzo legato mani e piedi era in un casolare. Alla base del sequestro forse dei debiti di gioco ed è padre di un compagno di scuola della vittima

I carabinieri hanno liberato nelle campagne di Palombara Sabina (Roma) un 15enne sequestrato a scopo di estorsione mentre stava andando a scuola. I carabinieri sono stati avvertiti dai genitori non appena il rapitore ha contattato la coppia per richiedere un riscatto di 75mila euro per ottenere la liberazione del giovane. Individuato e fermato un 44enne: è un agente di polizia ed è padre di un compagno di scuola della vittima.
C'è voluto un blitz per la liberazione del ragazzo, condotto dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma e da quelli del Gruppo di Ostia e della Stazione di Palombara Sabina. Dopo il rapimento i genitori avevano ricevuto una serie di telefonate anonime con cui veniva richiesto il pagamento di un riscatto per ottenere la liberazione del figlio ma loro si sono rivolti ai carabinieri di via In Selci che hanno avviato immediatamente le indagini per localizzarlo e liberarlo.

Nel primo pomeriggio è stato organizzato un incontro con i sequestratori per la consegna della somma pattuita ma all'appuntamento si sono presentati i militari che hanno liberato il ragazzo - legato mani e piedi e tenuto segregato in un casolare di campagna - e arrestato il rapitore, armato di pistola e con il volto coperto da un passamontagna. Le indagini sono state coordinate dalla Dda della procura di Roma.

Il rapitore è un poliziotto pieno di debiti
Successivamente si è saputo che il sequestratore è un agente di polizia, di 45 anni. L'uomo, a quanto si apprende, era assegnato a mansioni non operative all'interno di un ufficio dove si occupava di smistamento posta. Gli investigatori escludono al momento che ci siano complici e si ritiene che l'uomo abbia commesso il sequestro da solo, probabilmente per pagare alcuni debiti di gioco.

da tgcom24.mediaset.it

mercoledì 7 dicembre 2011

Le assurde pubblicità dei superalcolici con gente vincente e che cucca


Ce n’è una su un amaro, che ci presenta "eroi" inesistenti che recuperano anfore, soccorrono e salvano con aerei e natanti, ma hanno poi confidenza con l'alcol

Certo, noi veniamo da una generazione cresciuta con pubblicità celebrative degli alcolici quindi non dovremmo stupirci. Eravamo abituati all'amarissimo che fa benissimo  o Petrus quello che della mano guantata d'acciaio che sbatteva sul tavolo e che era per l'uomo forte. Io non lo sono mai diventato perché non mi piaceva. E cosa dire di Giorge. Sì Giorge Cloney che per anni ha bussato alle porte dove si tenevano feste con figliole stupende e lui si presentava con la sua bella bottiglia di Martini (questo lo ammetto qualche volta...) e gli dicevano No Martini non party !. Che inganno!! A Giorge quelle gnocche gli avrebbero aperto anche con una bottiglia di acqua minerale naturale. Se mi presento io con un TIR di bottiglie di Martini bianco, rosso, dry, nessuno mi apre e mi cacciano a pedate.
E oggi? Le pubblicità continuano ad esser suadenti con atmosfere calde, nelle quali il superalcolico si coniuga con emozionanti lati B di belle signore e con slogan del tipo E la notte prende vita... (come no! a volte la prende proprio…) oppure con voci che richiamano Intense emozioni.
Gli spot si sono fatti però più sottili, ma sempre celebrativi della positività dei soggetti che bevono alcolici. Insomma se non cuccano, quanto meno agiscono nel sociale con gesti e azioni molto, molto positivi.
Ricordate   quel piccolo aereo sul tramonto rosso con quei tre tipi vestiti da stilisti senza risparmio, che scendono a terra e recuperano un'anfora antica? Cosa fanno subito dopo? Ricordano l'impresa mimando il difficile volo con le mani e bevono insieme un noto amaro. Per chi da anni si batte contro la confidenza agli alcolici, quell'aereo andrebbe abbattuto mentre vola sul Mediterraneo da una  portaerei classe Nimitz per quanto è pericoloso per la comunicazione sui rischi degli alcolici. Ora lo hanno fermato, avete visto. Gli stesso ganzissimi tipi sono passati infatti dall'Aeronautica alla Marina e adesso intervengono in mare per rimorchiare col loro attrezzato natante una barca alla deriva. Ma non pensate che sopra ci sia una moltitudine di poveri africani con donne e bambini assetati e sconvolti. No, su quella braca c'è una band di musicisti che, disperati, non sanno come fare per arrivare a terra dove dovranno tenere un concerto. Per fortuna (loro) arrivano i nostri che li rimorchiano e il concerto in un amena località di mare è salvo.  Anche lì dopo si beve il solito amaro. Insomma i protagonisti sono disinvoltamente passati dal nucleo recupero opere d'arte al nucleo di protezione civile e Guardia Costiera. Ottimo.
Insomma il messaggio è chiaro: quelli  che fanno cose belle e positive, quelli che recuperano anfore e rimorchiano barche (e donne) poi bevono superalcolici.
Mai che si veda uno schianto con una macchina per colpa di qualcuno che ha esagerato, o di un marito che picchia una moglie e i suoi bambini perché sbronzo.
Sì c'è ancora molto da fare ragazzi anche per abbassare la cifra dei morti sulle  strade, dove ancora tanti danno confidenza all'alcol e poi guidano. E la notte prende (la) vita... purtroppo.


Giordano Biserni
Presidente Asaps