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lunedì 29 luglio 2013

La sciagura della A16: 38 morti, 10 feriti e un mare di interrogativi...

Dalla tragedia dell'A16 emergono tutte le debolezze del sistema di controllo dell'autotrasporto professionale. Servono più pattuglie con agenti super addestrati e non solo elettronica e ausiliari del traffico.
Le verifiche sui tempi di guida, riposo, velocità alcol, pneumatici, vanno estese dalla strada al ventre dell'impresa

L'incidente (Foto La Repubblica)
 Il gravissimo incidente sulla A16 con 38 vittime e 10 feriti, forse la più grande tragedia stradale nella storia infortunistica del Paese, che negli ultimi 60 anni ha fatto contare oltre 500.000 morti e 14 milioni di feriti sulle strade, ripropone prepotente il tema della sicurezza nei mezzi professionali di trasporto: pullman e autocarri.
Vanno indagate le vere cause di incidenti di questo tipo, proprio per questo l'ASAPS da tempo chiede l'istituzione di un catasto dei sinistri gravi per investigare, conoscere e analizzare le fasi precedenti, concomitanti e successive all'impatto, sia con riguardo al mezzo che al conducente. Non è possibile che un incidente come questo finisca solo in un fascicolo di una Procura, qualche volta con addebito a causa accidentale o sconosciuta (specie se il conducente è deceduto) e con un intervento della sola compagnia di assicurazione per il ristoro dei danni.

L'ASAPS ritiene che in questa tipologia di incidenti  nella maggior parte dei casi giochino un ruolo importante gli esasperati tempi di guida con lo sforamento delle 9 ore giornaliere ammesse, o il salto dei turni di riposo previsti dall'articolo 174 del CdS. A parere dell'associazione anche la lunga crisi economica sta incidendo nella spinta verso una forzata illegalità, tutto questo perché le imprese cercano di  mantenere la presenza su un mercato economicamente soffocante che si gonfia di costi e che vede abbassarsi le tariffe anche per una concorrenza  estera sempre più agguerrita e sleale.

L'illegalità nella registrazione dei  tempi di guida, di riposo e del superamento dei limiti di velocità registrati è ampiamente documentata. Non a caso l'ASAPS ha raccolto in una Enciclopedia dei tarocchi i vari e originali sistemi, utilizzati dai sempre più numerosi conducenti, per taroccare i risultati registrati  sul cronotachigrafo digitale, la scatola nera di più recente costruzione.
Per fronteggiare questo fenomeno riteniamo si debba tornare ad una vigilanza estesa dalla strada al ventre dell'impresa, fatta di uomini e donne in divisa, professionisti del controllo all'autotrasporto capaci di fare verifiche tecniche su strada. La Polizia Stradale con gli scarsi mezzi a disposizione e il suo sempre più esiguo e invecchiato personale (mancano oltre 2.000 agenti in organico e l’età media è ormai di 45 anni)  fa sicuramente più di quello che può, ma  non riesce per tutto quello che oggi è  necessario. Sono insufficienti e sempre meno frequenti i controlli con i CMR Centri mobili di revisione organizzati con il MIT che danno risultati molto utili.
Si deve capire poi perché la barriera di contenimento non abbia retto in correzione del possibile errore umano o tecnico.

Serve a questo punto una inversione della politica che delega ai controlli elettronici e alle ausiliarietà  (del traffico, della sosta ecc.) gran parte dei compiti di questa sorta di nuova era della mobilità.
Solo i professionisti delle forze di polizia, che vanno aggiornati costantemente nella loro specificità di fini controllori del sistema mobilità su gomma, sono i veri guardiani della nostra sicurezza.
Le più recenti politiche, che pur hanno fatto molto in termini di leggi a favore della sicurezza stradale (patente a punti, sanzioni più severe, contrasto all'alcol) hanno trascurato il fattore del controllo umano, l'unico capace di intercettare le violazioni che si traducono poi spesso in tragedia: si chiamano tempi di guida, riposi, limitatori di velocità, (anche nei cantieri stradali) alcol, droga, pneumatici, uso del cellulare, uso delle cinture sui mezzi,  per ricordarne alcuni.
Dopo una tragedia come quella della A16, con decine di lenzuoli bianchi allineati sulla strada, che equivale alla sciagura di Viareggio, attendiamo risposte concrete.


Forlì 29 luglio 2013

Giordano Biserni
Presidente ASAPS



> I consigli dell’Asaps per chi organizza gite con pullman turistici o gite scolastiche Le nostre proposte


11 commenti:

  1. C' è un pericoloso vuoto legislativo di cui approfittano le aziende che hanno autobus per noleggio, di linea con percorrenza superiore a 50 km(con obbligo di cronotachigrafo) ed anche autobus di linea, con percorrenza inferiore a 50 km8senza obbligo di cronotachigrafo) . Queste aziende fanno condurre dal mattino presto gli autobus di linea, senza cronotachigrafo, ad autisti che hanno terminato la notte precedente turni di guida, con autobus con cronotachigrafo, visto che da un controllo su strada NON risulterà mai la violazione della Legge , con gravissimo pericolo per chi prende un autobus di linea, convinto che al mattino l'autista è fresco e riposato. Questa è sicurezza stradale, come i controlli con i CMR che NON vengono fatti agli autobus, che hanno una sorta di immunità legale.

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    1. sono in pieno accordo con il commento precedente al mio... infatti molti fanno doppi turni ...mattina linea interna con cambio pulman poi viaggi Bari Milano o gita turistica ....altra cosa da cambiar è in divieto di sorpasso per pulman in galleria ...come per camion ..infatti i pulman che sorpassano in galleria a una velocità di 90-100-km orari, che trasportano da 50 a 60 persone,senza calcolare i doppi pulmanche arrivano a 80 persone...io so che ho fatto per 30anni l'autista e ne ho viste di tutti i colori..pulman con gomme rigate in pieno inverno e non trattive sulle rute posteriori..come hodetto ho fatto l'autista e ora son in pensioneda un anno,ma io penso che se il legislatore modificasse l'articolo di divieto ...per le gomme e controlli anche su pulman interni con cronotachigrafo con scheda e obbligo di inserimento come tutti i camion o pulman circolanti.

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  2. Triste realtà.
    Non mi stupisco però in uno Stato dove Politici ed Amministratori locali si riempono la bocca di belle parole e pubblicano continui dati palesemente farsati sulla sicurezza stradale nella quale in realtá investono zero e dedicano ben poco interesse da sempre.
    A controllare siamo rimasti in pochissimi (se un collega va in pensione sudiamo freddo perchè difficilmente lo rimpiazzeranno), siamo mal organizzati e mal pagati, abbiamo mezzi e strumenti obsoleti, i corsi di aggiornamento sono da tempi inesistenti e soprattutto le varie normative in materia sono lacunose ed incomplete; dove possiamo andare combinati cosi?
    Nel mio caso nonostante la giovane età ho "gettato la spugna” adeguandomi al sistema perché fare servizio come immaginavo fosse era una lotta continua contro i mulini a vento, ne andava della mia salute.
    Per questo asserisco che attualmente questo Stato non è assolutamente in grado di tutelare i propri cittadini.. Anche sulle strade.

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  3. Stefano Balboni29 luglio 2013 19:16

    Basta che scriva un solo dato e salta fuori il problema: in 11 anni di lavoro (dal 1997 al 2008), a bordo di autobus, solo un controllo sui tempi di guida, peraltro ristretto a quella giornata e solo a quel disco,mi è stato fatto durante un gita turistica. Ne ho sentite di tutti i colori: persone che per risparmiare 150/200 euro al giorno, che spalmate su 50 persone vogliono dire pochi euro a testa, non vogliono il secondo autista; aziende che mandano autisti all'estero partendo alle 5 del mattino e rientrati a mezzanotte, con la dichiarazione che erano stati in ferie negli ultimi 15 giorni. Poi c'è il "lavoro nero". Ho domandato in alcune aziende di poter lavorare per loro part-time, chiedendo autorizzazione al mio datore di lavoro per svolgere attività esterna, pagarci le tasse, in pratica facendo tutto in regola. Molte ditte hanno risposto che mi avrebbero preso, che la mia esperienza facevo a loro comodo, oltre al fatto che avrei portato da loro nuovi clienti. NULLA, mi avrebbero fatto fare gite IN NERO, evadendo sia sui tempi di guida, sia su IVA ecc...
    Non mancano poi le problematiche sui controlli: poche pattuglie, ma anche Agenti delle Municipali impreparati nel settore riguardante i controlli di cui al DL 561/2006, personale che acquista su internet apparecchi che fungono "da precursore" per il controllo dei tempi di guida,pattuglie in borghese inesistenti, mancato uso delle cinture di sicurezza sui mezzi pubblici. Ma perchè nessuno inizia a dire sul serio su questi controlli? Perchè gli autisti di autobus, ma anche di camion, di ambulanze ecc, non usano le cinture? Perchè, anche se modificato l'art 173, gli autisti di pullman continuano ad avere più paura del rapporto fatto dalla loro azienda, che del controllo su strada , relativo all'uso del telefonino? Provate poi a guardare all'età dei pullman: spesso si comprano mezzi vecchi di vent'anni, già rottamati, che vengono fatti reimmatricolare e riverniciati. Con quelli le aziende , spesso private con appalti pubblici, portano a scuola i vostri figli! Certo, chiunque riconoscerebbe una fiat 127, da una fiat 16, ma chi riconosce un fiat 370, da un Iveco 380? Ci son vent'anni di differenza tra uno e l'altro...
    Potrei continuare per ore, ma vi rimando ai consigli Asaps sulle gite, con la speranza di non dover leggere mai più tragedie di questo tipo. Ma, facciamo una scommessa? La Strage di Piazza Fontana del 1969 ha ucciso 17 persone e se ne parla dal 1969, scommettiamo che su questa strage se ne parlerà solo per qualche giorno?

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  4. In Italia succede che per poter partecipare ad esempio, alle gare di appalto per le gite scolastiche, i bus non devono essere più vecchi di quattro o cinque anni, in Italia succede che dopo un po di tempo, si fa il cambio targhe ai bus, diventano come d'incanto nuovi, in modo da poter partecipare alle gare. Quindi c'è un problema tra i proprietari di una azienda di bus e la motorizzazione, è facile vedere in giro bus di 15/20 anni con targhe nuove. Chi di dovere, approfondisca.

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  5. Giordano Biserni30 luglio 2013 10:51

    Il contenuto dei messaggi postati ci fornisce strumenti per leggere meglio il fenomeno. Certe denunce ci spaventano. L'ASAPS continua la sua battaglia. Leggete anche gli articoli di Lorenzo Borselli (moderatore di questo Blog) sul nostro portale.

    Giordano Biserni

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  6. ho letto i commenti e francamente vi dico sono chiacchere al vento, fra tre gioni rimarrannno i morti ammazzati dalla stupidità umana.
    un autobus che rompe i freni, una protezione che a norma di legge dovrebbe essere invalicabile e poi cede, risultato 38 morti e non solo loro, qualcuno si preoccupa di familiari?
    mi viene in mente una vecchia battaglia di 15 anni fà.
    le reti su i viadotti.
    già chissà potremo cominciarne unaltra!
    un padre di una vittima della strada

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  7. Voi dell'Asaps vi siete buttati con dichiarazioni quantomeno riprovevoli a tragedia appena avvenuta, dando per scontato che il mezzo è vecchio, che il sistema revisioni sia facilmente passabile e quindi insinuate che lo stesso sia valso per quell'autobus, che i tempi di guida sono esasperati e quindi accusando involontariamente l'autista sul non rispetto. Tranne che...la comitiva è partita in tarda mattinata, basta leggere la dichiarazione del proprietario dell'hotel che li ospitava, e non avete un solo elemento che possa dire che la revisione sia stata superficiale. Detto questo, l'autista, che era l'unico che si sarebbe potuto salvare, visto che al suo fianco c'è la porta, ha continuato disperatamente nel voler frenare il mezzo ad ogni costo!!! e per di più, si parla di presunti pezzi del bus persi ma NESSUNO ha trovato l'albero di trasmissione!!! i giornalisti scrivono articoli senza essere tecnici, ma pure voi non scherzate!!! Prima di buttare fango a destra e sinistra, conviene informarsi bene...dimenticavo...stiamo in Italia...

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  8. Infatti. La scuola non insegna a leggere. Rilegga bene il pezzo, poi ne parliamo.

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  9. Il tuo disprezzabile commento dimostra che sei uno con la coscienza più sporca di una fogna, anche vigliacco visto che non hai messo neanche uno straccio di firma....

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  10. Io credo che un aspetto importante da considerare riguardi i controlli, poco personale e poche pattuglie impegnate in mille compiti istituzionali e acquisiti dal consolidamento di usi e consuetudini portano spesso le pattuglie ad essere impegnate nella rimozione di ostacoli, ausilio per l' installazioni di cantieri o copertura buche, oltre agli ovvi e sacrosanti compiti di prevenzione e repressione reati, controllo aree di servizio, eventi infortunistici, soccorso pubblico e i controlli poi chi li fa? punto 2 la preparazione e l'aggiornamento degli operatori! tocco un tasto dolentissimo ma la realtà dei fatti è questa l'addestramento e l'aggiornamento del personale è lacunosissimo e per la maggior parte lasciato al buon senso e spririto di abnegazione del singolo operatore decisamente da rivedere un sistema.

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La regola è semplice: firmarsi.