Ricerca

martedì 14 febbraio 2012

Omicidio Sandri: Rispetto per la sentenza, rispetto per chi porta la stessa divisa


Gabriele Sandri
(ASAPS) La Cassazione ha  scritto la parola fine all'iter processuale contro Luigi Spaccarotella, agente della Polizia Stradale di Arezzo, responsabile secondo la sentenza, di omicidio volontario nei confronti di Gabriele Sandri, tifoso della Lazio ucciso nel novembre del 2007 nell'area di servizio di Badia al Pino sulla A1.
Anche se fatichiamo a pensare che Spaccarotella quel giorno abbia iniziato il suo servizio pensando anche lontanamente di voler uccidere qualcuno, rimane intera e intatta la sua responsabilità per questa tragica morte.
"Giustizia è fatta. E' la vittoria del popolo di Gabriele - dicono il padre di Gabbo, Giorgio Sandri, e il figlio Cristiano - Giustizia è fatta anche se non è stato facile".
Sinceramente non capiamo perché si dica: "Giustizia è fatta anche se non è stato facile".  Ci è sembrato che il processo abbia percorso il suo previsto itinerario senza tentativi per trovare imprevedibili scorciatoie. Con una stampa nazionale assolutamente vigile e in alcuni casi molto schierata. L'uomo in divisa si è difeso, come crediamo spetti a tutti. Non doveva farlo?
La madre di Gabriele ha parlato di due famiglie rovinate. E' vero. Nessuno restituirà più Gabriele alla sua famiglia. Nessuno restituirà più la sua divisa a Spaccarotella e comunque rimarranno una moglie e due bambini in panne nello scorrimento della loro vita.
Giustizia è fatta dicevano i familiari di Sandri. Bene.
Ora però non si dica o si insinui più che per i poliziotti o le divise in genere esiste una giustizia su misura.
La condanna di Spaccarotella e prima ancora quella di Ivan Liggi, ed altre di questi anni lo dimostrano.
I poliziotti quando sbagliano pagano. La ricerca di chi non paga, per cortesia, spostiamola su altre categorie.
(ASAPS)


24 commenti:

  1. Ho seguito da protagonista la vicenda di Ivan sino alla concessione della grazia ma questa volta la questione è diversa.

    Un conto è sparare a qualcuno che sfonda un posto di blocco (lascia comunque pensare che abbia un motivo per farlo) e un conto è sparare da una parte all'latra dell'autostrada, il gesto è quanto meno irresponsabile.

    I poliziotti sono uomoni che hanno il compito di diffendere altri uomini a volte difficile.

    Ci possiamo poi interrogare sul significato della parola volontario ma non sull'onda dell'emozione e all'indomani della sentenza.

    RispondiElimina
  2. Sì Thomas condivido. Ma l'onda dell'emozione ha giocato un ruolo mica da poco anche nelle fasi del giudizio. Ricordo quello che è accaduto a Roma subito dopo il tragico episodio.
    Ricordo che la stampa è sempre stata molto schierata, ricordo le insinuazioni tese a dimostrare che gli agenti alla fine non pagano. Antonino Speziale che ha ucciso l'isp. Filippo Raciti allo stadio di Catania nel febbraio 2007 si è vista ridotta la pena in appello da 14 a 8 anni.
    Il processo non è ancora arrivato in Cassazione. Insomma il processo ha camminato molto meno. Ma in questo caso è morto un poliziotto.

    gb

    RispondiElimina
  3. io non farei una questione poliziotto o non poliziotto.

    RispondiElimina
  4. Posso dire la mia? In tutta la faccenda è stato dimostrato per l'ennesima volta che in Italia la Giustizia si fa in TV,sui giornali e non nelle aule preposte. La storia Sandri/Spaccarotella doveva chiudersi con una condanna per omicidio volontario perchè così era stato gridato. Se Spaccarotella fosse stato un comune cittadino, avrebbe risposto per il reato di omicidio colposo. Mi piacerebbe leggere le motivazioni della sentenza. Questo caso è privo di qualsiasi elemento giuridico per la configurazione dell'omicidio doloso. In primis manca il movente, e questo il fratello di Gabbo, dovrebbe saperlo visto che è un avvocato. Secondo, sfido chiunque a sparare a 70 mt, con un arma corta, per di più in movimento e colpire un bersaglio...

    RispondiElimina
  5. secondo me non bisogna più fare niente in mezzo alla strada...lasciamo che la gente si scanni tra di loro....e giriamoci dall'altra parte..

    RispondiElimina
  6. lo sapevo che il mio commento non sarebbe stato pubblicato....anche voi siete istituzionalizzati...una vera delusione

    RispondiElimina
  7. Condivido pienamente il parere di "Anonimo" del 15/02. Sebbene sia indispensabile leggere le motivazioni, appare singolare che un omicidio volontario possa realizzarsi in quelle circostanze di tempo e luogo. Insomma come può una persona uscire di casa, recarsi al lavoro (quel lavoro) e pensare intensamente di ammazzare qualcuno volontariamente?

    RispondiElimina
  8. Sono dell'esatta idea di anonimo. Che il collega abbia fatto una cavolata gigantesca è assodato, che da quella cavolata sia emerso un dramma per la vita spezzata di un ragazzo, è indiscutibile. Tuttavia, l'ordinamento italiano in tema di dolo eventuale e colpa cosciente, fa acqua da ogni parte, ed anzi, viene applicata una norma che non esiste nell'ordinamento, ma che per analogia, esiste all'estero o in dottrina. Un conto è aver avuto l'intenzione di attingere la persona ad una gamba, per fermarla (cosa che da 55 metri con una 92 è assurda anche solo da pensare) e averla colpita a morte, un conto è aver cercato di colpire una ruota per fermare il veicolo (cosa altrettanto assurda). Tutti quanti tacciono su un particolare assolutamente non trascurabile: per quanto tempo, in un normale periodo di lavoro, veniamo inviati a fare addestramento operativo, formazione, addestramento fisico et similia? Pressoché zero. Ma nella pratica, quando siamo in strada e facciamo cavolate dovute alla carenza di addestramento, paghiamo solo noi per il noto principio che la responsabilità penale è personale. Ho parlato spesso con colleghi danesi, tedeschi, austriaci e persino israeliani. La realtà da loro è ben diversa, ci sono alcuni che addirittura passano metà del servizio a formarsi e metà in compiti operativi. Fantascienza? Da noi lo è, tanto a pagare sono solo gli anelli deboli della catena, noi in strada come carne da macello, così come i cittadini che talvolta restano vittime della nostra precaria preparazione teorica ed operativa.
    Questa ovviamente è solo la mia opinione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo con quanto già anzidetto. Mi dispiae per come è andata tutta la faccenda, ma è pur vero che quando capita una "spiacevole" ad uno di noi escono centinaia di testimoni; quando hanno ammazzato Raciti, centinaia di presenti, nessuno ha visto niente. Bell'Italia.

      Elimina
  9. Caro anonimo che ti lamenti perché non pubblichiamo i tuoi post, purtroppo il blog lo modero personalmente e non sempre riesco a farlo nei tempi previsti, perché nel frattempo mi devo occupare del collega morto a Fidenza a 49 anni per una grave malattia, poi dei due colleghi accoltellati a Rosignano, per cui devo far aggiornare i dati sulle aggressioni alle divise e fare un commento per il portale. Sì lo riconosco la nostra panchina è corta, molto corta, più di quella del Cesena. Ma non molliamo e rispettiamo il parere di tutti. Quindi seppur con ritardo pubblichiamo il tuo post e mi scuso. Io però mi firmo. Tu non lo fai. Giordano Biserni

    RispondiElimina
  10. Ciao Valerio,condivido in pieno le tue osservazioni. Sono sagge, ponderate e molto ben argomentate!! Ecco tu hai toccato dei nervi veramente scoperti.
    Ti ringrazio per le tue riflessioni.
    Giordano Biserni

    RispondiElimina
  11. So che quello che sto per scrivere mi attirerà le ire di qualcuno ma voglio comunque condividerlo con voi.
    Noto che quasi tutti affermate: "ho servito lo stato" ma lo stato chi è? sono i cittadini per cui tutti voi lavorate con dedizione e passione però spesso ci sono delle mele marce che non sono proprio così.
    Io ho avuto una denuncia da fare qualche anno fa ebbene mi sono sentito trattato con sufficienza e a tratti mi sono sentito imbarazzato quasi fossi io il criminale (pensate che sono arrivato a scriverla da me col computer della caserma).
    Ora non è bello generalizzare perchè ci sono tanti che fanno bene il loro lavoro ma bastano pochi per rovinare tutto.
    Possiamo interrogarci sul significato di volontario ma non bisogna mai usare l'arma con leggerezza e, consentitemi di dirlo, sparare da una parte all'altra dell'autostrada è quanto meno una leggerezza.
    Altra cosa da me non apprezzata è la mancanza di una lettera, di un contatto con la famiglia della vittima magari per una scusa ma anzi la "spavalderia" mostrata mi ha rattristato ancora di più (e ho usato le virgolette).
    Io ho seguito abbastanza da vicino la questione di un altro poliziotto e, mi pare di ricordare, sono stato anche in una sede dell'asaps di cesena per cui in linea di principio anche per me i poliziotti vanno tutelati ma questa volta non me la sento di giustificare questo fatto e questo atteggiamento.
    Da parte mia se ci sarà una richiesta di grazia al presidente della repubblica manterrò un atteggiamento neutrale.
    Ecco questo è quello che penso non vogliatemene se non lo condividete spero che comunque ci si possa confrontare serenamente

    RispondiElimina
  12. Noi Thomas rispettiamo il tuo pensiero. perché dovremmo volertene?
    Ci rendiamo conto che la scarsa attenzione che hai avuto in occasione della tua denuncia ha costruito in te una pessima impressione del lavoro delle forze di polizia. Non mi stupisco molto, anche se la considero un'eccezione. Certo l'onda della demotivazione sta salendo in modo preoccupante e risultati comiunciano ad essere molto visibili. Tu parli poi della mancanza di contatto con la famiglia della vittima da parte di Spaccarotella. ma hai visto il clima che si viveva in quel momento? Non capisco dove tu abbia ricavato la sensazione di "spavalderia" da parte di quell'agente.
    Personalmente sono convinto che il ragazzo non volesse uccidere. E se lo rimettessimo in quel tratto e lo rifaccessimo sparare 70 volte da 70 metri, credo che avrebbe poche probabilità di colpire il bersaglio.Ad ogni modo al di là di tutto Spaccarotella ha sbagliato e pagherà il suo conto con la giustizia. Piuttosto come ASAPS ci stiamo interrogando se attivare un meccanismo per promuovere un aiuto per la moglie e i due bambini. Al di là di tutto loro non c'entrano niente. Ma il conto dovranno pagarlo anche loro.
    Giordano Biserni

    RispondiElimina
  13. Credo anch'io che non volesse ma trovo irresponsabile sparare da una parte all'altra dell'autostrada per sedare una rissa che, a mio avviso (non sono poliziotto), si poteva gestire diversamente essendo comunque in un luogo i cui ingressi sono controllati, ma è vero anche che ora si ragiona col senno di poi.
    Per la moglie e i due bambini mi trovate d'accordo.
    In merito al discorso "spavalderia" è quello che è passato attraverso la stampa ed è la sensazione che ho avuto, forse era solo speranza di non essere condannato chi lo sa?

    RispondiElimina
  14. gentili signori,
    secondo me questa sembra quasi una sentenza politica, pensate solo a cosa sarebbe accaduto se la cassazione si fosse pronunciata in maniera diversa...scontri in piazza, manifestazioni ecc. ecc..
    io credo che in questa vicenda non si è avuta la adeguata serenità per decidere e questo perchè purtroppo in qualche modo si è ostaggi delle tifoserie e delle loro intemperanze. a thomas vorrei dire solo una cosa.. nel suo commento del 20 febbraio afferma che non è bello generalizzare ma per me è quello che ha fatto e che probabilmente fà anche se capisco che la sua esperienza non è stata piacevole...sono infine d'accordo per l'aiuto alla famiglia anche se sicuramente innesterà polemiche....naturalmente tutto ciò è un mio pensiero che viene espresso avendo comunque rispetto per tutti

    RispondiElimina
  15. Una divisa, pulita, in ordine, con mostrine lucide, ben stirata dovrebbe essere portata da una persona con le stesse caratteristiche. La difficoltà stà proprio in questo. Spesso chi c'è dentro lo sà, ne è consapevole e con tutta probabilità fà ogni cosa per mettere in pratica quelle poche nozioni imparate nei corsi e negli addestramenti ricevuti una volta entrato in un corpo di polizia. Una "leggerezza" e scusate il termine perchè è costata una vita, ha portato ad un così tragico evento. Qual è il giusto modo di operare? Dove fermarsi e quando andare fino in fondo? Entrare in servizio, e non andare al lavoro, perchè noi siamo al servizio dei cittadini è il modo giusto di affrontare il nostro mondo, che in ogni angolo è pieno di dubbi e paure, di persone pronte a puntarti il dito accusandoti o di traguardi raggiunti con estrema fatica vanificati da leggi che non ci sono o scritte male. In tutto questo guazzabuglio si colloca il lavoro di un operatore delle forze dell'ordine, in quanto nei casi di estrema difficoltà sà mantenere il controllo della situazione, perchè in caso contrario si rompe un equilibrio in modo brutale. Si potrebbero scrivere pagine di concetti, ma se raschiamo in fondo al barile emerge il fatto che un papà ha perso un figlio ed un altro papà deve pagare per ciò che ha fatto. Tutto ciò è terribile. Allora cosa è giusto e cosa è sbagliato? Da una parte o dall'altra si guardi c'è profonda amarezza ed una sorta di consapevolezza che da troppo tempo qualcosa non funziona perchè non la si vuol far funzionare. Di una cosa alla fine si è certi: che quel colpo non doveva partire e quando è partito sicuramente non voleva uccidere, e quel ragazzo doveva andare allo stadio, tifare la sua squadra del cuore e tornare a casa nell'affetto della sua famiglia. Dagli eventi si deve imparare, cambiare, crescere, capire che non devono succedere più episodi che abbiano tali conseguenze perchè purtroppo tornare indietro non si può più.

    RispondiElimina
  16. Fabruzio e Andrea le vostre due opinioni, seppur diverse portano utili elementi di riflessione.
    Sì l'episodio che ha portato all'uccisione di Gabriele Sandri è gravissimo e imperdonabile. Il fatto poi che il clima intorno al processo non fosse quello necessariamente sereno, che dovrebbe essere sempre garantito, è pure vero.
    Ora però la giustizia ha percorso tutto il suo itinerario, piaccia o non piaccia. Non ci rimane che pensare a cosa poter fare ora, solo per aiutare i due bambini di Spaccarotella. Sappiamo che ogni iniziativa si presterà a critiche, ma noi riteniamo di dover fare la nostra parte. L'agente ha sbagliato è vero, ma ora pagano anche i figli e la famiglia senza lo stipendio del papà non naviga certo in buone acque.
    Per noi questo è sufficiente per dare un nostro piccolo aiuto.

    RispondiElimina
  17. chi sbaglia paga e questo è giusto, ma la legge dovrebbe essere uguale per tutti???? e allora dove sono tutti gli assassini di colleghi uccisi??? di questo ovviamente non si parla, noi siamo solo carne da macello!!! però posso solo dire una cosa che non giustifica assolutamente Spaccarotella, in vita mia non avevo mai visto parlare cosi tanto, forse anche di più, di cronaca giornali sportivi!!!!
    Di Raciti però niente cronaca, ma solo calcio!!!!

    RispondiElimina
  18. Ecco il solito poliziotto di cui parlavo qualche post più su!!! Noi e voi una cosa assolutamente ignobile soltanto da pronunciare

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "caro" thomas, se pensi di darci lezioni di vita hai sbagliato....non credo sia tu quello che ci deve giudicare...qui di ignobile ci sono solo i tuoi post

      Elimina
  19. Sì è vero per l'omicidio Raciti i giornali sportivi si sono mobilitati molto meno.
    Una informazione. Ormai la sentenza definitiva ha messo una pioetra tombale alla vicenda dal punto di vista della giustizia.
    Noi come ASAPS però ora pensiamo che dovremo fare qualcosa per la moglie e i due bambini di Spaccarotella. Loro non hanno colpe, ma ora pagheranno un prezzo pesante. Daremo il via ad una sottoscrizione a loro favore. Crediamo che la famiglia dobba rimanere sola. Fino ad oggi nessuno si è curato di loro. Nessuno gli ha teso una mano.
    Lo faremo noi.
    Giordano Biserni ASAPS

    RispondiElimina
  20. tutti hanno diritto di difendersi, e la frase "Giustizia è fatta anche se non è stato facile" è molto pertinente.

    Anche i poliziotti pagano, quando sbagliano MOLTO, e sappiamo tutti che la giustizia trova molti e molti più ostacoli che in altri casi. Per questo si può dire che non sarà stato facile.

    La gente si aspetta protezione della divise, le divise sono una responsabilità, per questo gli errori suscitano più allarme.

    Per il resto, onore e rispetto ai tanti che fanno onestamente e con dedizione il loro importantissimo mestiere.

    RispondiElimina
  21. ma come mai thomas non ci distribuisce più le sue "perle" di saggezza ?....non si sarà mica offeso poverino....

    RispondiElimina
  22. aldo diaferia2 luglio 2012 06:20

    Non ho capito.. nè lo comprenderò mai come fa una perosna che spara un colpo di pistola e colpisce un ignaro dentro un'auto, seduto sul sedile posteriore, dall'altra parte della strada (settore autostradale) a commettere un omicidio volontario.. se lo sparatore non ha visto la vittima come poteva volontariamente ucciderlo?? (questo è quello che so dai TG con beneficio di correzione quindi!!!)per me è assolutamente omicio colposo e con colpa grave ma volontario.. non lo capisco...

    RispondiElimina

La regola è semplice: firmarsi.